Gps del giro
Dopo tante chiacchiere, dopo tanti discorsi, dopo tante domande e tante risposte sui forum e nei vari negozi della zona e dopo il primo clamoroso bidone siamo finalmente riusciti a fare il primo giro in mtb. Per il momento tralascio il perché del nome camosci obesi ma prometto che prima o poi una spiegazione esauriente verrà data.
La nostra gita non nasce sotto i migliori auspici perché alle ore 8.50 chiamo il buon Riccio e mi rendo conto che sta ancora dormendo, adduce un paio di scuse puerili, mi mette al corrente che prima di venire da me deve passare in banca e quindi già capisco che come minimo avremo almeno mezzora di ritardo sull'orario di partenza prefissata. Avviso il falco del dovese del ritardo e lo invito a trovarsi un riempitivo per la mezzora seguente, così come faccio io. Alle ore 10.10, dopo esserci vestiti più pesanti di come avevamo programmato, con 40 minuti di ritardo siamo pronti per partire!
Si parte... fa un freddo importante ma la voglia di divertirsi è tanta quindi l'allegra combriccola si scalda chiacchierando mentre si trasferisce verso l'inizio del sentiero previsto per l'escursione.
Appena giunti sullo sterrato la strada sale senza pietà con pendenze tipo il
muro di Huy e vado immediatamente in crisi... Gli oltre 10 anni senza pedalare e il nuovo mezzo meccanico mi fanno sembrare la strada per raggiungere i 460 mt della nostra cima Coppi un baluardo invalicabile. Maledico il momento in cui ho deciso di alzarmi dal letto per andare in mountain bike ma non mollo e stringo i denti. Il fato però è malandrino con me è mi combina il primo scherzetto della giornata, mi cade la catena... sistemata in pochissimi secondi riparto ma dopo poche decine di metri mi accorgo di non riuscire a cambiare, non posso mettere la corona più piccola davanti e siccome ad attendermi c'è un tratto in single track in salita piuttosto impegnativo ho bisogno del 24. Mi fermo sconsolato convinto di aver già spaccato qualcosa quando mi accorgo che una castagna (senza riccio) si è infilata nel deragliatore e non gli lascia fare il suo sporco lavoro. La castagna è incastrata per bene quindi con qualche difficoltà riesco a disincagliarla e raggiungo i miei amici in cima allo strappetto, racconto l'accaduto e si riparte senza ulteriori intoppi. Alan sa bene la strada e ci guida nei vari sentieri fino a raggiungere il circuito di 4,5 km per mtb del lago delle betulle che percorso quasi interamente dovrebbe portarci al bivio per Cantello che però decidiamo di non prendere una volta sul posto per due motivi: il primo è che a causa del ritardo iniziale non possiamo completare il giro programmato, il secondo è che il falco del dovese in discesa ha perso la cartina che aveva in tasca... decidiamo quindi di tornare al punto di partenza del circuito e rifarlo a buona andatura così da mettere qualche chilometro nelle gambe.
La mia crisi è passata, sono un motore diesel, ci metto un pò a partire ma poi riesco ad esprimere delle prestazioni decenti, supero con relativa facilità la salita più lunga della giornata e mi presento alla partenza del circuito con la voglia di fare il secondo giro piuttosto veloce... se non fosse che il fato ha voglia di divertirsi con me... appena partiti, nel tratto più facile sento dei rumori sulla mia destra e sapendo che Alan è solito incontrare cerbiatti e altri animali nei paraggi mi distraggo per un momento per vedere cosa mi si sta muovendo accanto e vedo questo:
la visione mi fa ridere e mi ribalto come un bambino che per la prima volta frena con il freno davanti... il classico piantapalo come direbbe papà Romolo. Una bella botta alla parte destra del corpo (spalla e ginocchio) bici intatta, mi rialzo con un'insospettabile agilità e mi ritrovo completamente impanato dalla terra presente al suolo... Per fortuna non sono caduto nel tratto difficile pieno di sassi...
Mi rimetto in sella e raggiungo i miei amici in fondo al discesone nei prati, anche qui racconto la mia ennesima disavventura e si riparte.
Scegliamo per rientrare a casa di fare una piccola deviazione per goderci un bel tratto in single track con tanto di guado, partiamo belli convinti ma ben presto dobbiamo inchiodare perché ci troviamo di fronte questa scena:
un enorme albero ci sbarra la strada e ci costringe a scendere di sella e fare i contorsionisti per riuscire a passare oltre, nell'atto dell'atterrare dal salto necessario per superare l'ostacolo i quadricipiti di Andrea chiedono di essere più tutelati e minacciano di avvalersi dei servizi professionali dell'Abocado Breda nel caso così non fosse.
Il single track è piacevole e divertente, e anche un pò fangoso... purtroppo però come tutte le cose belle dura poco e ci ritroviamo su una strada bianca che ci riporterà a casa, qui c'è un tratto in falsopiano che somiglia tanto ad una pietraia... altro momento di crisi ma per fortuna i sassi finiscono presto. Il rientro è tranquillo e così termina la prima escursione in mtb dei camosci obesi.