domenica 30 ottobre 2011

Terzo giro


Questa volta abbiamo fatto le cose seriamente... un vero biker ci ha fatto da apripista insegnandoci un gran bell'itinerario. Partenza a casa di Alan, si va verso Induno pronti a scalare il Montallegro, primo ostacolo della divertente giornata. La salita si fa subito vera ma la presenza di un camoscio non obeso ci da forza e ci rincuora quindi copriamo di buon passo i 2,5 km di salita e i 200 metri di dislivello senza troppe difficoltà. Si scende verso la Valganna e poi si costeggia la statale in un bellissimo sentiero pianeggiante (in cui si raggiungono anche velocità sostenute) che ci lascia a bocca aperta... un paradiso per le mountain bike. Durante la discesa assistiamo al primo fatto clamoroso della giornata... sapevamo che Alan è un novello san Francesco, capace di parlare con qualsiasi specie animale ma che sapesse comunicare anche con le piante ci era sconosciuto. Ebbene ad un tratto della discesa inizia ad intonare una canzoncina tipo "un funghetto trallalà, due funghetti trallallà... fammi trovare un bel porcinello... o qualche bel chiodinello..." pochi metri più avanti quello che vediamo davanti a noi ha del sovrannaturale...

Da buon fungiatt si ferma a raccoglierli, li rimette nello zaino e da il via libera alla prosecuzione della pedalata. Si giunge quindi ad un bivio, la scelta è tra tornare a casa per la stessa via o affrontare una dietro l'altro Bedero, Brizio e Mottarossa... ovviamente Alan ed io da veri atleti optiamo per la seconda via e si riparte...
Ben presto la strada ricomincia a salire, si tratta però di un lungo tratto di salita pedalabile mista a falsopiano e qualche breve discesa che consente di tirare il fiato.
Arrivati in cima, non senza qualche difficoltà ci prepariamo per la divertente discesa che ci vedrà arrivare  in zona mulini grassi, passando per la parte inferiore della martica e per la rasa... la discesa è bella e decisamente tecnica in alcuni punti... 


Da notare che nel tragitto verso casa il falco del dovese ha trovato altri funghi... ed ha addirittura sacrificato la sua scorta idrica pur di far posto nello zainetto... per chi non lo sapesse Alan beve in una giornata più o meno l'acqua che una famiglia di cinque persone beve in una settimana.

Prossimo gio martedì... 

giovedì 27 ottobre 2011

Secondo giro

Dettagli del percorso

Ai nastri di partenza del secondo giro troviamo solo Alan e il Duca. Il nostro carissimo avvocato però riesce a prendere appuntamenti di lavoro alle 9 del sabato mattina con la partenza prevista alle 9.30... inevitabile il ritardo anche stavolta. Fa meno freddo rispetto al sabato precedente ma i nostri due eroi sono "alabadarti" impeccabilmente... (so che si dice bardati ma al falco del dovese Alabardati piace di più!)
L'idea è quella di ritentare il giro non portato a termine il sabato precedente almeno fino a cantello perché poi il ritorno nonostante una cartina dettagliata non riusciamo proprio a capirlo.
Ci avventuriamo quindi sul temutissimo muro di Huy che però questa volta viene domato senza troppi problemi, si arriva in cima e si rilancia addirittura l'andatura... qualche chilometro di mangia e bevi e poi affrontiamo la temuta salita sterrata verso cantello... un chilometro e mezzo di ascesa, con pendenze dolci e diversi pianetti che consentono di tirare il fiato... arriviamo in cima stanchi ma vivi... Alan prende quindi decisamente in mano le redini e memore di quanto fatto nella gara del piede d'oro nella terra degli asparagi conduce l'allegra comitiva tra le strade bianche di cantello.
Purtroppo siamo costretti a fare un tratto in asfalto, con una ripida discesa prima di riprendere lo sterrato imboccando la via di casa... il falco del dovese mi rassicura dicendo che non ci sarà più salita ma la verità è ben diversa... da lì a casa mancano 7 km 4 dei quali in salita... 
Affrontiamo alla grande il Mortirolo di velmaio ma lo zoncolan ci uccide... vola anche qualche imprecazione di troppo mentre si sale l'ascesa artificiale che costeggia il prato che fa da teatro alle evoluzioni dei modellini di elicotteri... La salita è finalmente finita e si tira dritti verso casa in perfetto orario.
Alcune considerazioni sparse, ho fatto molta meno fatica rispetto a 7 giorni prima, Alan invece era piuttosto cotto e ha sofferto alcuni tratti... ma soprattutto l'Avvocato è riuscito in 130 minuti di uscita a parlare di lavoro con: una coppia vicino ad una cascina, un cerbiatto in mezzo al bosco,  un cane in mezzo ad un prato e con un suo ex compagno (in compagnia del padre) in zona laghetto delle Betulle. Incredibile amisci... davvero :)


domenica 16 ottobre 2011

Primo allenamento in solitario per Il Duca

Percorso

Approfitto della bella giornata e di un paio d'ore libere per mettere qualche chilometro nelle gambe, giusto per farsi trovare più pronti al prossimo giro. Ho qualche dolorino al soprasella, qualche dolorino causato dalla caduta di ieri per questo decido di stare vicino a casa e di fare più volte lo stesso giro con qualche variante qui e là. 
Il primo giro è quello classico, ma la partenza è drammatica... i dolorini sembrano uno scoglio insormontabile e dopo i primi 200 metri di discesa mi sento come avessi scalato 2 volte di fila lo Stelvio. Mi conosco e so che se riesco a soffrire all'inizio poi vado in crescendo e così succede, finisco il primo giro e sto bene, quindi decido di provante una variante nel secondo giro... provo ad andare in Bernasca... vediamo fin dove arrivo. Purtroppo però la salita è ripida e impegnativa e dopo poche centinaia di metri di salita sterrata decido di tornare indietro e di concludere il secondo giro normalmente. Mi sento però piuttosto bene quindi per il terzo giro mi metto in mente di provare a fare i curvoni per salire a Viggiù... arrivo bello lanciato ma il primo pezzettino ha pendenze pazzesche e mi rimbalza quasi subito (come si vede anche dal file del percorso). Concludo quindi mestamente il terzo giro sapendo che mi son lasciato per il quarto e ultimo giro la temuta salita della Taberna Oris... arrivo all'imbocco piuttosto cotto quindi provo a sperimentare il rapportino più agile che ho (in realtà non uso proprio l'ultimissimo) e salgo senza troppi patemi d'animo con un'andatura da dopolavoro ferroviario.
Quasi 30 km fatti sono un discreto allenamento, comincio a sentire un pò di feeling con il mezzo quindi non vedo l'ora del prossimo giro.

Primo giro bici per i camosci obesi

Gps del giro


Dopo tante chiacchiere, dopo tanti discorsi, dopo tante domande e tante risposte sui forum e nei vari negozi della zona e dopo il primo clamoroso bidone siamo finalmente riusciti a fare il primo giro in mtb. Per il momento tralascio il perché del nome camosci obesi ma prometto che prima o poi una spiegazione esauriente verrà data.
La nostra gita non nasce sotto i migliori auspici perché alle ore 8.50 chiamo il buon Riccio e mi rendo conto che sta ancora dormendo, adduce un paio di scuse puerili, mi mette al corrente che prima di venire da me deve passare in banca e quindi già capisco che come minimo avremo almeno mezzora di ritardo sull'orario di partenza prefissata. Avviso il falco del dovese del ritardo e lo invito a trovarsi un riempitivo per la mezzora seguente, così come faccio io. Alle ore 10.10, dopo esserci vestiti più pesanti di come avevamo programmato, con 40 minuti di ritardo siamo pronti per partire!

Si parte... fa un freddo importante ma la voglia di divertirsi è tanta quindi l'allegra combriccola si scalda chiacchierando mentre si trasferisce verso l'inizio del sentiero previsto per l'escursione. 
Appena giunti sullo sterrato la strada sale senza pietà con pendenze tipo il muro di Huy e vado immediatamente in crisi... Gli oltre 10 anni senza pedalare e il nuovo mezzo meccanico mi fanno sembrare la strada per raggiungere i 460 mt della nostra cima Coppi un baluardo invalicabile. Maledico il momento in cui ho deciso di alzarmi dal letto per andare in mountain bike ma non mollo e stringo i denti. Il fato però è malandrino con me è mi combina il primo scherzetto della giornata, mi cade la catena... sistemata in pochissimi secondi riparto ma dopo poche decine di metri mi accorgo di non riuscire a cambiare, non posso mettere la corona più piccola davanti e siccome ad attendermi  c'è un tratto in single track in salita piuttosto impegnativo ho bisogno del 24. Mi fermo sconsolato convinto di aver già spaccato qualcosa quando mi accorgo che una castagna (senza riccio) si è infilata nel deragliatore e non gli lascia fare il suo sporco lavoro. La castagna è incastrata per bene quindi con qualche difficoltà riesco a disincagliarla e raggiungo i miei amici in cima allo strappetto, racconto l'accaduto e si riparte senza ulteriori intoppi. Alan sa bene la strada e ci guida nei vari sentieri fino a raggiungere il circuito di 4,5 km per mtb del lago delle betulle che percorso quasi interamente dovrebbe portarci al bivio per Cantello che però decidiamo di non prendere una volta sul posto per due motivi: il primo è che a causa del ritardo iniziale non possiamo completare il giro programmato, il secondo è che il falco del dovese in discesa ha perso la cartina che aveva in tasca... decidiamo quindi di tornare al punto di partenza del circuito e rifarlo a buona andatura così da mettere qualche chilometro nelle gambe.
La mia crisi è passata, sono un motore diesel, ci metto un pò a partire ma poi riesco ad esprimere delle prestazioni decenti, supero con relativa facilità la salita più lunga della giornata e mi presento alla partenza del circuito con la voglia di fare il secondo giro piuttosto veloce... se non fosse che il fato ha voglia di divertirsi con me... appena partiti, nel tratto più facile sento dei rumori sulla mia destra e sapendo che Alan è solito incontrare cerbiatti e altri animali nei paraggi mi distraggo per un momento per vedere cosa mi si sta muovendo accanto e vedo questo:

la visione mi fa ridere e mi ribalto come un bambino che per la prima volta frena con il freno davanti... il classico piantapalo come direbbe papà Romolo. Una bella botta alla parte destra del corpo (spalla e ginocchio) bici intatta, mi rialzo con un'insospettabile agilità e mi ritrovo completamente impanato dalla terra presente al suolo... Per fortuna non sono caduto nel tratto difficile pieno di sassi...
Mi rimetto in sella e raggiungo i miei amici in fondo al discesone nei prati, anche qui racconto la mia ennesima disavventura e si riparte.
Scegliamo per rientrare a casa di fare una piccola deviazione per goderci un bel tratto in single track con tanto di guado, partiamo belli convinti ma ben presto dobbiamo inchiodare perché ci troviamo di fronte questa scena:

un enorme albero ci sbarra la strada e ci costringe a scendere di sella e fare i contorsionisti per riuscire a passare oltre, nell'atto dell'atterrare dal salto necessario per superare l'ostacolo i quadricipiti di Andrea chiedono di essere più tutelati e minacciano di avvalersi dei servizi professionali dell'Abocado Breda nel caso così non fosse.
Il single track è piacevole e divertente, e anche un pò fangoso... purtroppo però come tutte le cose belle dura poco e ci ritroviamo su una strada bianca che ci riporterà a casa, qui c'è un tratto in falsopiano che somiglia tanto ad una pietraia... altro momento di crisi ma per fortuna i sassi finiscono presto. Il rientro è tranquillo e così termina la prima escursione in mtb dei camosci obesi.