domenica 20 novembre 2011

Una piccola deviazione

I camosci obesi sono degli sportivi eclettici, oltre alla grandissima qualità calcistica insita nel DNA, alla maestria con il rampichino che si sta affinando, non disdegnano neppure la nobile arte del tennis... 
Il nostro Abocado ha ricevuto come regalo per il compleanno una splendida racchetta da tennis... quindi quale migliore occasione per testare il nuovo attrezzo se non il giorno successivo alla devastante scalata dell'orsa?
Lo scarso preavviso non ha consentito di trovare un campo all'altezza della nostra qualità tennistica ma ci siamo comunque divertiti. L'impatto è devastante... 3 camosci su 4 sono reduci dall'orsa e sui loro volti la stanchezza si legge chiaramente... non si riesce a trovare l'ingresso del centro sportivo... una volta trovato l'ingresso riusciamo a trovare di seguito anche lo spogliatoio e poi il campo che sarà teatro di uno spettacolo più unico che raro...

Dentro fa un freddo pazzesco (si stava meglio fuori), c'è il classico effetto freezer... si assiste quindi ad un riscaldamento tra camosci completamente imbacuccati con giacche, cappelli, termiche, sciarpe e indumenti vari... Nick sembra l'omino della Michelin...
Il solito Alan prende l'iniziativa e chiama in reception facendo notare che dalle bocchette esce aria gelida e che sarebbe il caso di accendere il riscaldamento... detto fatto... 10 minuti dopo fa 40 gradi... crescono perfino le palme...

un'escursione termica al limite del collasso...
Il primo set vola via liscio come l'olio, la qualità tecnica del duo Nick-Duca ha il sopravvento senza alcuna difficoltà... il secondo set risulta un pochino più combattuto ma si sta incanalando verso una comoda vittoria dei brennesi quando il falco del Dovese estrae il classico coniglio dal cilindro... entra nel campo un omino che ci chiede se vogliamo accendere un mutuo per pagare le 2 ore oppure se preferiamo far spegnere il riscaldamento... i 4 camosci economicamente ben preparati su spread, bond e tassi vari avallano la proposta dell'omino assoldato da Alan e decidono di far spegnere il riscaldamento... è l'inizio della fine... i due brennesi giocano dalla parte del bocchettone che immette l'aria nel pallone che nel giro di 3 secondi passa dai 40 ai -10 gradi... 
Il punteggio in quel momento era di 5 giochi a 3 per il doppio Nick-Duca... in 4 minuti si passa al 6a5 per Andrea-Alan che sfruttano il principio di assideramento degli "amici" rivali... Nick perde completamente la bussola iniziando a recitare dei versi in latino al contrario mentre il Duca in uno slancio di lucidità riesce a trascinarsi verso la borsa e a rimettersi la termica... operazione che gli consente di mantenere il servizio e di portare il set al tiebreak...
Il freddo però ormai è entrato nelle ossa dei prodi brennesi che cedono di schianto il tiebreak 7a1.
Mancano pochi minuti e si decide di giocarsi il tutto per tutto in un long tiebreak... la coppia brennese riprende le forze, fa vedere lampi di bel tennis ma si scioglie come neve al sole sul 9a7... 2 match point sciaguratamente buttati al vento e inesorabile arriva l'11 a 9 per gli avvocati che concludono con due punti magistrali.
Sono rimasto sinceramente colpito dal modo di giocare di Alan... era la prima volta che lo vedevo cimentarsi nel tennis e posso dire che sembra una specie di Conan il barbaro che al posto della spada brandisce una racchetta... una vera e propria "bestia" capace di steccare praticamente ogni volèè e di giocare colpi stilisticamente osceni... bruttissimo da vedere ma efficace... e poi chi vince ha sempre ragione... 

Orsa

Il percorso in GPS

Record di presenze questo weekend... ai soliti Alan e Duca si aggiungono i due camosci non obesi Yari e Andrea B. Stavolta abbiamo fatto il passo più lungo della gamba, la scalata dell'Orsa è troppo per i camosci obesi e la salita è una sofferenza totale... 720 metri di dislivello si fan sentire nelle gambe... ma piano piano si arriva in cima.
Tanta fatica per salire è ricompensata dal bellissimo panorama che caratterizza la cima viggiutese... ma non dalla discesa che si presenta troppo tecnica e difficile... solo Yari risulta all'altezza.
Pochi chilometri, tanta fatica... meta raggiunta ma ripasseremo più avanti per il divertimento.
Chiudo con un aneddoto di qualche anno fa che riguarda Nick (allora famoso come Rouge Mutand) e una scalata dell'Orsa, meta preferita dei giovani camosci. Dopo una pausa nei pressi del bivio tra sant'elia e Orsa il giovane brennese prese un pò di vantaggio per portarsi avanti, sicuro di essere ripreso di lì a poco... Invece quel giorno il prode giornalista era in un picco di forma straordinario e nessuno vide più la sua sagoma fino alla cima... Un'impresa memorabile!

domenica 13 novembre 2011

Doppio appuntamento questo weekend

Il giro di sabato
Il giro di domenica



Approfittando del bel tempo in questo weekend abbiamo voluto esagerare... quindi doppia uscita per i nostri camosci obesi.
Come potete vedere dai due file gps l'itinerario è stato grossomodo simile con delle piccole varianti iniziali e finali. Sabato l'uscita vede presenti Alan e il Duca, mentre domenica i presenti sono Andrea e il Duca. 
Il tratto iniziale è caratterizzato dalle tante foglie sui sentieri, quindi bisogna fare particolare attenzione perché sotto il fogliame spesso si nascondono delle spiacevoli sorprese.
Alan, come sempre, fa da guida e sceglie un tracciato piuttosto filante e non molto duro quindi la velocità è piuttosto sostenuta. Da metà giro in poi le foglie lasciano spazio al fango... centinaia di pozze fanno da contorno ai vari sentieri e in alcune occasioni non si può far altro che passarci in mezzo sperando di non rimanere impaltanati dentro  finendo  nelle sabbie mobili. 
Prima di tornare a casa decidiamo però di fare una piccola deviazione per andare a studiare un pezzo di un sentiero che abbiamo intenzione di fare in un futuro giro, quindi una volta in bevera al posto di tirar dritto verso casa puntiamo diretti verso besano e verso la Bernasca. In un itinerario proposto su un sito si parla di un sentiero che dalla Bernasca va verso il sant'elia... quindi di buona lena saliamo verso la Bernasca... la salita non è nemmeno impossibile ma un pò di stanchezza aleggia nelle gambe dei nostri due eroi quindi saggiamente decidiamo di tornare indietro... Ci siamo comunque fatti un'idea di quel che ci attende. Per tornare prendo l'iniziativa e suggerisco un sentierino... purtroppo però ci troviamo davanti ad una scena piuttosto strana... il ponticello è crollato e siamo in prossimità di un fiume della portata simile al Rio delle Amazzoni... Alan con una sorprendente agilità lo guada con 3 passi... io agile come una scogliera puccio completamente un piede nella gelida acqua ma arrivo a riva senza troppi problemi. Da lì a casa sono poche pedalate...
La domenica invece comincia male... Alan fa sapere via sms di essere impossibilitato a partecipare... per forza dico io, la sera precedente ha mangiato come un bue... Andrea si presenta con la solita e cronica mezzora di ritardo... Si parte, finalmente... primo pezzo che ricalca il giro d'esordio... poi trasferimento su asfalto e si riprende gran parte del giro del sabato. Nel fango Andrea trova il suo habitat naturale e si impiastra come un bambino cercando di prendere TUTTE le pozze che incontriamo... e parliamo facilmente di qualche centinaia... Non ci si ferma mai... a parte pochi secondi per provare a bere un goccio d'acqua da quella che una volta era una candida borraccia bianca e che in quel momento somigliava ad un tubo di fango...
Tutto molto bello... speriamo solo di riuscire qualche volta ad uscire almeno in 4 o 5...