giovedì 29 dicembre 2011

vagabondare senza meta

Il percorso in GPS

Un uomo solo al comando... ebbene sì, i miei cari amici mi hanno abbandonato e sono dovuto uscire da solo... 
L'idea è di sfruttare le ore più calde della giornata quindi parto alle 11.30, un giretto per riscaldamento e poi salgo verso Cantello, temo di sbagliare strada dato che non la conosco... invece va tutto bene e mi ritrovo al solito quadrivio, punto cruciale di parecchi nostri "giri".


Da lì prendo il sentiero in single track che porta verso la cava Rainer e  assisto ad uno spettacolo meraviglioso... laddove di solito è pieno di fango stavolta c'è il ghiaccio...


ci provo per qualche metro ed è molto divertente anche se un pò pericoloso... nonappena la strada scende preferisco non rischiare e spingere un pochino...


Ho fatto la mia ventina di chilometri e sto pensando di andarmene a casa soddisfatto ma riflettendo mi rendo conto che c'è un clima ottimale, che mi sento in forma e  che potrebbero passare diverse settimane prima di rimettere il mio culone in sella quindi a Piamo al posto di prendere dritto verso casa scendo verso Besano. E lì c'è poco da fare... obiettivo Bernasca e sella di Rendemuro... Sono ancora in buone condizioni quindi pedalo senza troppi problemi fino in cima, conscio del fatto che poi dovrò scendere e spingere per un pò dato che il tratto dalla Bernasca alla Sella è impossibile da fare in salita (e penso anche in discesa). 
La salita mi lascia anche il tempo di guardarmi attorno, di ascoltare la natura che mette a mia disposizione diversi versi e richiami di animali... mi imbatto anche in un esemplare di un animale stranissimo:


Una volta in cima alla Sella di Rendemuro decido di scendere e punto verso casa allungando un pochino la discesa... in cava Valli comincio a sentire la fatica e negli ultimi chilometri son cotto ma riesco a raggiungere la destinazione ancora in condizioni decenti.

UP
- il clima perfetto
- gli occhialini nuovi
- il vestiario giusto per le condizioni climatiche
- il ghiaccio 
- il signore che incontro in MTB proprio nel momento in cui ho un piccolo problema tecnico (e quindi mi avrebbe aiutato se ne avessi avuto bisogno)
- il mio stato di forma
- la natura

DOWN
- Alan ed Andrea che mi abbandonano con scuse puerili
- la ruota davanti che mi da problemi, che rischia di staccarsi nella discesa tecnica da Cantello 
- il troppo traffico nei tratti "insostituibili" di asfalto
- la totale assenza di neve al 28 di dicembre
- uscire da solo non è mai piacevole



sabato 10 dicembre 2011

Parco Castiglione


Come dimostra la traccia gps questa volta abbiamo un pochino esagerato... più di 50 km, più di 4 ore in bicicletta, 750 metri di dislivello... una velocità massima superiore ai 60 km/orari...
La serata di ieri con megapizzata e briscola dei campioni lascia Alan e il sottoscritto con qualche piccolo strascico intestinale... fino all'ultimo secondo sembra essere inevitabile un rinvio... invece ci facciamo forza vicendevolmente e decidiamo di partire, anche con leggero anticipo... Non ho fatto però i conti con la mia solita sfiga... prima di partire do una gonfiatina ai pneumatici e trac si rompe la giuntura della pompa e la camera d'aria si sgonfia completamente... mi resta solo la pompetta da foratura...


ora capite bene che gonfiare a 3 con questa micro pompa è un impresa titanica... conto qualcosa come 500 spinte ma la gomma arriva a 2... decido di partire ugualmente per non accumulare ulteriore ritardo ripromettendomi di ultimare l'opera alla prima sosta... cosa che poi non farò, pedalando per tutto il giorno con la ruota un pò sgonfia... la verità è che sono già stravolto da una nottata difficile a causa di un tremendo cocktail con coca cola, sprite, crodino, un goccino di birra e cioccolata calda e dallo sforzo sovrumano con la pompetta.
Per evitare il traffico decidiamo di fare strade secondarie (Alan si fermerà per fare la foto al suo amico cerciatto) con infinita salita... arriviamo all'appuntamento con il camoscio slim in ritardo di una quindicina di minuti... nell'attesa lui ha già macinato qualche chilometro come riscaldamento.
Scendiamo verso Castiglione e prendiamo la pista ciclabile teatro del nostro giro previsto... io son già poco lucido tanto che propongo di scalare il piccolo stelvio... Alan e Andrea riescono a farmi cambiare idea e si prosegue lungo quella che una volta era la ferrovia... la strada è facile, bella e scorrevole e totalmente priva di asperità... 
L'idea però di andare avanti per poi tornare indietro dalla stessa strada non ci piace quindi decidiamo, seguendo uno dei tanti cartelli presenti, di fare una variazione e cerchiamo di ricollegarci con la dorsale RTO e con i sentieri del tenore e del gufo...

Nel tragitto incontriamo dei posti piuttosto interessanti, zone archeologiche, monasteri, chiesette e tanto sterrato... purtroppo il sentiero non sempre è ben segnalato e spesso non è tenuto bene quindi sbagliamo un paio di volte strada... mi rendo anche protagonista di una divertente scivolata... come mio marchio di fabbrica al rallentatore e senza cadere realmente... 

La stanchezza comincia a farsi sentire e il rientro è piuttosto faticoso anche se tendenzialmente in discesa. Un bel giro, con un pò troppo traffico ma per il futuro ci attrezzeremo per fare in modo di poter arrivare in auto all'inizio del tracciato evitando il lungo trasferimento.

giovedì 8 dicembre 2011

Ponte1


Il percorso in gps

Dopo la scoppola presa in mattinata non c'era molta voglia di uscire... però Alan ed io ci siamo fatti coraggio a vicenda e abbiamo deciso (nonostante i quintali di pizzoccheri trangugiati dall'abocado) di fare un giretto giusto per non perdere la buona abitudine.
Molto asfalto, tracciato filante senza grosse difficoltà altimetriche, una temperatura quasi primaverile e un buon passo quindi non c'è molto da raccontare... 
Solo un piccolo aneddoto... vicino a casa di Andrea passiamo davanti ad un gruppetto di bambini... la voce dell'innocenza... "pedala, pedala CICCIONE" ci urlano...

domenica 4 dicembre 2011

Bernasca

Bernasca in gps

Dopo una settimana di pausa tornano a sgambettare i camosci obesi... 
Per cercare di partire in orario decido di andare da Andrea, quindi per una volta la partenza è da Cuasso.. il camoscio obeso bianconero è però ovviamente in ritardo e quindi mi tocca attendere fuori da casa sua... Si presenta però con una bella novità... lo zaino idrico

che altro non è che il regalo che avevo pensato per Natale, per Alan... il problema è che con sacca da 25 litri non esiste (il falco del Dovese beve in media 20 litri d'acqua al giorno).
Partiamo da Cuasso e scendiamo verso Besano, riproviamo, questa volta da freschi, la Bernasca... la salita non è semplice ma saliamo senza molti problemi, arriviamo al bivio per la Sella di Rendemuro e decidiamo di proseguire per arrivare in cima... arriviamo però ad un cartello decisamente inquietante...

e dato che noi più che camosci ci sentiamo cinghiali abbiamo preferito tornare indietro e riprendere la salita verso l'ambita sella di rendemuro...
La salita purtroppo però non è pedabile e quindi ci costringe a diversi tratti a spinta... arriviamo alla meta e troviamo due allegre signore che ci indicano la via... 
Ci ritroviamo al bivio tra sant'elia e orsa e scendiamo verso Viggiù... da lì facciamo qualche chilometro di asfalto fino ad arrivare alle cave Valli che ci riportano in catafame e quindi verso casa.
Lo zaino idrico è un acquisto assolutamente da fare... bere dalla borraccia piena di fango oltre ad essere poco igienico è piuttosto spiacevole... Bravo Andy!