In polemica con chi mi lascia sempre solo nei giri non commenterò i 50 km odierni.
sabato 21 gennaio 2012
sabato 14 gennaio 2012
Disastro
Il gps del giro
Se il buongiorno si vede dal mattino l'anno 2012 per i camosci obesi sarà un anno osceno...
Torna in sella il trio delle meraviglie, Alan, Andrea e Luca, anche se il nostro amico abocado fa di tutto per bidonare...
Partenza in importante ritardo, questa volta la colpa va equidivisa tra il sottoscritto e il falco del Dovese anche se il sospetto che anche il Riccio non fosse puntuale è forte... Fonti ben accreditate narrano che alle 11.58 fosse online con l'Ultimate team di fifa 12 intento ad acquistare giocatori spagnoli della Liga adelante nell'intento di migliorare il No T eam che ieri sera è stato piastrellato pesantemente dal Werder Brenno...
Si parte e questa volta il cartografo è Andrea che promette di farci vedere le Red Rock cuassesi...
ma voi vi fidereste di uno così?
ed infatti appena arrivati al mitico campo della Cuassese (teatro, anni fa, di uno dei più bei gol del Duca, un sinistro al volo da molto lontano che sbloccò un derby a poco dallo scadere) decidiamo di cambiare itinerario.
Scegliamo di scendere verso Porto ed inizialmente sembra una scelta vincente... la discesa è bella e piacevole
... e l'uomo che fa velocità anche sui cavalcavia non si lascia sfuggire la possibilità di scendere a rotta di collo...
... mentre il riccio più prudente lascia il casco attaccato allo zaino... così se cade la sacca dell'acqua è salva...
Come al solito chiudo il gruppo e ad un certo punto credo di trovarmi di fronte ad un agguato... vedo le bici dei miei due amici appoggiate ad un albero ma non vedo anima viva... mi fermo e scopro che sono rimasti incantati dal bellissimo paesaggio lacustre... Ho con me la macchina fotografica (ma va?) e quindi scendo dal cavallo di alluminio e mi avvicino al burrone... dopo la "solita" minzione di Alan troviamo un belvedere e lo spettacolo davanti ai nostri occhi è questo:
Riprendiamo la nostra marcia ma ben presto siamo costretti a scendere di nuovo di sella, la discesa si fa ripidissima e impossibile da affrontare su due ruote... il fogliame e i grossi sassi ovunque rendono non proprio agevole la discesa anche a piedi con la bici in spalla tipo ciclocross...
il lago si avvicina sempre di più... e ci troviamo di fronte questo cartello...
... ehm non proprio rassicurante... oltretutto nessuno di noi tre può considerarsi leggiadro quindi cominciamo a sudare freddo... con bici, zaino e tutto il resto passiamo facili tutti i 120 kg... reggerà il ponte? Come sempre succede in questi casi, il coraggioso del gruppo è Alan che attraversa quel che resta del ponte pericolante arrivando dalla parte opposta senza alcuna difficoltà... Andrea ed io però notiamo come il cemento del ponte si pieghi paurosamente quando il nostro diversamente esile amico passa sopra...
... ci armiamo di coraggio e passiamo anche noi... ben presto arriviamo sul lago non senza prima incappare nell'ennesimo incidente di percorso che vede una povera griglia di scolo dell'acqua vittima del peso dell'abocado prima e del Duca poi...
Qui il prode Andrea riprende il controllo delle operazioni e ci porta in una stradina che finisce nel terrapieno di scolo del lago di Porto... "Una volta qui c'era una strada" è tutto quel che riesce a dire... per fortuna non ci sono segni di tracimazione assistita quindi riprendiamo la salita verso Cuasso... "Andiamo di qui che la so io" con rinnovato vigore... prima ci troviamo in un prato senza via di uscita, poi giriamo in tondo nel giardino di un ristorante... e qui il colpo di genio: "dobbiamo guadare il fiume che di là c'è la strada, ci venivo da piccolo a pescare!" (ora con tutto il bene che possiamo volerti caro Andrea son passati 20 anni da quando eri piccolo...ndD). Momento Indiana Jones e quindi riappare Alan che guada prontamente il fiume, fa da tramite per il passaggio sull'altra sponda delle bici e poi guarda divertito l'agile come una scogliera Duca rischiare la vita nel tentativo di guado... ma non è ancora finita... davanti a noi si staglia come un ostacolo insormontabile un vero e proprio muro di rovi...
"La strada è lì dietro" incalza il confuso Riccio... I rovi son talmente alti e fitti che non riesco nemmeno a trovare una foto online che possa minimamente rendere l'idea... ovviamente visto il momento non mi sembrava saggio tirare fuori la fotocamera...
Tra una imprecazione e l'altra riusciamo a raggiungere la strada, ma la fatica e lo scoramento sono visibili sui volti dei nostri eroi, tanto che Andrea prende dritto verso casa mentre Alan ed io scendiamo verso Bisuschio pronti per macinare un pò di km... Purtroppo però il muro di rovi (che ricordiamo essere una 2/3 con regenerate)
... ha lasciato delle scorie nel corpo e nel mezzo dei sopravvissuti... la gomma dietro del falco del Dovese è chiaramente bucata e si sgonfia pian piano rendendo obbligatorio il rientro a casa.
Una giornata piuttosto sfortunata ma con alcune chicche da mandare ai posteri!
Up
La contagiosa risata di Andrea
Il coraggio di Alan
I meravigliosi posti in cui viviamo
Down
"Di qui scendiamo a Porto e la discesa è agevole" Duca
Andrea cartografo
La prima foratura della storia dei Camosci Obesi
Il pessimo stato di forma generale
I pochi chilometri macinati e il profondo senso di insoddisfazione provato al ritorno
Up
La contagiosa risata di Andrea
Il coraggio di Alan
I meravigliosi posti in cui viviamo
Down
"Di qui scendiamo a Porto e la discesa è agevole" Duca
Andrea cartografo
La prima foratura della storia dei Camosci Obesi
Il pessimo stato di forma generale
I pochi chilometri macinati e il profondo senso di insoddisfazione provato al ritorno
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