giovedì 29 dicembre 2011

vagabondare senza meta

Il percorso in GPS

Un uomo solo al comando... ebbene sì, i miei cari amici mi hanno abbandonato e sono dovuto uscire da solo... 
L'idea è di sfruttare le ore più calde della giornata quindi parto alle 11.30, un giretto per riscaldamento e poi salgo verso Cantello, temo di sbagliare strada dato che non la conosco... invece va tutto bene e mi ritrovo al solito quadrivio, punto cruciale di parecchi nostri "giri".


Da lì prendo il sentiero in single track che porta verso la cava Rainer e  assisto ad uno spettacolo meraviglioso... laddove di solito è pieno di fango stavolta c'è il ghiaccio...


ci provo per qualche metro ed è molto divertente anche se un pò pericoloso... nonappena la strada scende preferisco non rischiare e spingere un pochino...


Ho fatto la mia ventina di chilometri e sto pensando di andarmene a casa soddisfatto ma riflettendo mi rendo conto che c'è un clima ottimale, che mi sento in forma e  che potrebbero passare diverse settimane prima di rimettere il mio culone in sella quindi a Piamo al posto di prendere dritto verso casa scendo verso Besano. E lì c'è poco da fare... obiettivo Bernasca e sella di Rendemuro... Sono ancora in buone condizioni quindi pedalo senza troppi problemi fino in cima, conscio del fatto che poi dovrò scendere e spingere per un pò dato che il tratto dalla Bernasca alla Sella è impossibile da fare in salita (e penso anche in discesa). 
La salita mi lascia anche il tempo di guardarmi attorno, di ascoltare la natura che mette a mia disposizione diversi versi e richiami di animali... mi imbatto anche in un esemplare di un animale stranissimo:


Una volta in cima alla Sella di Rendemuro decido di scendere e punto verso casa allungando un pochino la discesa... in cava Valli comincio a sentire la fatica e negli ultimi chilometri son cotto ma riesco a raggiungere la destinazione ancora in condizioni decenti.

UP
- il clima perfetto
- gli occhialini nuovi
- il vestiario giusto per le condizioni climatiche
- il ghiaccio 
- il signore che incontro in MTB proprio nel momento in cui ho un piccolo problema tecnico (e quindi mi avrebbe aiutato se ne avessi avuto bisogno)
- il mio stato di forma
- la natura

DOWN
- Alan ed Andrea che mi abbandonano con scuse puerili
- la ruota davanti che mi da problemi, che rischia di staccarsi nella discesa tecnica da Cantello 
- il troppo traffico nei tratti "insostituibili" di asfalto
- la totale assenza di neve al 28 di dicembre
- uscire da solo non è mai piacevole



sabato 10 dicembre 2011

Parco Castiglione


Come dimostra la traccia gps questa volta abbiamo un pochino esagerato... più di 50 km, più di 4 ore in bicicletta, 750 metri di dislivello... una velocità massima superiore ai 60 km/orari...
La serata di ieri con megapizzata e briscola dei campioni lascia Alan e il sottoscritto con qualche piccolo strascico intestinale... fino all'ultimo secondo sembra essere inevitabile un rinvio... invece ci facciamo forza vicendevolmente e decidiamo di partire, anche con leggero anticipo... Non ho fatto però i conti con la mia solita sfiga... prima di partire do una gonfiatina ai pneumatici e trac si rompe la giuntura della pompa e la camera d'aria si sgonfia completamente... mi resta solo la pompetta da foratura...


ora capite bene che gonfiare a 3 con questa micro pompa è un impresa titanica... conto qualcosa come 500 spinte ma la gomma arriva a 2... decido di partire ugualmente per non accumulare ulteriore ritardo ripromettendomi di ultimare l'opera alla prima sosta... cosa che poi non farò, pedalando per tutto il giorno con la ruota un pò sgonfia... la verità è che sono già stravolto da una nottata difficile a causa di un tremendo cocktail con coca cola, sprite, crodino, un goccino di birra e cioccolata calda e dallo sforzo sovrumano con la pompetta.
Per evitare il traffico decidiamo di fare strade secondarie (Alan si fermerà per fare la foto al suo amico cerciatto) con infinita salita... arriviamo all'appuntamento con il camoscio slim in ritardo di una quindicina di minuti... nell'attesa lui ha già macinato qualche chilometro come riscaldamento.
Scendiamo verso Castiglione e prendiamo la pista ciclabile teatro del nostro giro previsto... io son già poco lucido tanto che propongo di scalare il piccolo stelvio... Alan e Andrea riescono a farmi cambiare idea e si prosegue lungo quella che una volta era la ferrovia... la strada è facile, bella e scorrevole e totalmente priva di asperità... 
L'idea però di andare avanti per poi tornare indietro dalla stessa strada non ci piace quindi decidiamo, seguendo uno dei tanti cartelli presenti, di fare una variazione e cerchiamo di ricollegarci con la dorsale RTO e con i sentieri del tenore e del gufo...

Nel tragitto incontriamo dei posti piuttosto interessanti, zone archeologiche, monasteri, chiesette e tanto sterrato... purtroppo il sentiero non sempre è ben segnalato e spesso non è tenuto bene quindi sbagliamo un paio di volte strada... mi rendo anche protagonista di una divertente scivolata... come mio marchio di fabbrica al rallentatore e senza cadere realmente... 

La stanchezza comincia a farsi sentire e il rientro è piuttosto faticoso anche se tendenzialmente in discesa. Un bel giro, con un pò troppo traffico ma per il futuro ci attrezzeremo per fare in modo di poter arrivare in auto all'inizio del tracciato evitando il lungo trasferimento.

giovedì 8 dicembre 2011

Ponte1


Il percorso in gps

Dopo la scoppola presa in mattinata non c'era molta voglia di uscire... però Alan ed io ci siamo fatti coraggio a vicenda e abbiamo deciso (nonostante i quintali di pizzoccheri trangugiati dall'abocado) di fare un giretto giusto per non perdere la buona abitudine.
Molto asfalto, tracciato filante senza grosse difficoltà altimetriche, una temperatura quasi primaverile e un buon passo quindi non c'è molto da raccontare... 
Solo un piccolo aneddoto... vicino a casa di Andrea passiamo davanti ad un gruppetto di bambini... la voce dell'innocenza... "pedala, pedala CICCIONE" ci urlano...

domenica 4 dicembre 2011

Bernasca

Bernasca in gps

Dopo una settimana di pausa tornano a sgambettare i camosci obesi... 
Per cercare di partire in orario decido di andare da Andrea, quindi per una volta la partenza è da Cuasso.. il camoscio obeso bianconero è però ovviamente in ritardo e quindi mi tocca attendere fuori da casa sua... Si presenta però con una bella novità... lo zaino idrico

che altro non è che il regalo che avevo pensato per Natale, per Alan... il problema è che con sacca da 25 litri non esiste (il falco del Dovese beve in media 20 litri d'acqua al giorno).
Partiamo da Cuasso e scendiamo verso Besano, riproviamo, questa volta da freschi, la Bernasca... la salita non è semplice ma saliamo senza molti problemi, arriviamo al bivio per la Sella di Rendemuro e decidiamo di proseguire per arrivare in cima... arriviamo però ad un cartello decisamente inquietante...

e dato che noi più che camosci ci sentiamo cinghiali abbiamo preferito tornare indietro e riprendere la salita verso l'ambita sella di rendemuro...
La salita purtroppo però non è pedabile e quindi ci costringe a diversi tratti a spinta... arriviamo alla meta e troviamo due allegre signore che ci indicano la via... 
Ci ritroviamo al bivio tra sant'elia e orsa e scendiamo verso Viggiù... da lì facciamo qualche chilometro di asfalto fino ad arrivare alle cave Valli che ci riportano in catafame e quindi verso casa.
Lo zaino idrico è un acquisto assolutamente da fare... bere dalla borraccia piena di fango oltre ad essere poco igienico è piuttosto spiacevole... Bravo Andy!

domenica 20 novembre 2011

Una piccola deviazione

I camosci obesi sono degli sportivi eclettici, oltre alla grandissima qualità calcistica insita nel DNA, alla maestria con il rampichino che si sta affinando, non disdegnano neppure la nobile arte del tennis... 
Il nostro Abocado ha ricevuto come regalo per il compleanno una splendida racchetta da tennis... quindi quale migliore occasione per testare il nuovo attrezzo se non il giorno successivo alla devastante scalata dell'orsa?
Lo scarso preavviso non ha consentito di trovare un campo all'altezza della nostra qualità tennistica ma ci siamo comunque divertiti. L'impatto è devastante... 3 camosci su 4 sono reduci dall'orsa e sui loro volti la stanchezza si legge chiaramente... non si riesce a trovare l'ingresso del centro sportivo... una volta trovato l'ingresso riusciamo a trovare di seguito anche lo spogliatoio e poi il campo che sarà teatro di uno spettacolo più unico che raro...

Dentro fa un freddo pazzesco (si stava meglio fuori), c'è il classico effetto freezer... si assiste quindi ad un riscaldamento tra camosci completamente imbacuccati con giacche, cappelli, termiche, sciarpe e indumenti vari... Nick sembra l'omino della Michelin...
Il solito Alan prende l'iniziativa e chiama in reception facendo notare che dalle bocchette esce aria gelida e che sarebbe il caso di accendere il riscaldamento... detto fatto... 10 minuti dopo fa 40 gradi... crescono perfino le palme...

un'escursione termica al limite del collasso...
Il primo set vola via liscio come l'olio, la qualità tecnica del duo Nick-Duca ha il sopravvento senza alcuna difficoltà... il secondo set risulta un pochino più combattuto ma si sta incanalando verso una comoda vittoria dei brennesi quando il falco del Dovese estrae il classico coniglio dal cilindro... entra nel campo un omino che ci chiede se vogliamo accendere un mutuo per pagare le 2 ore oppure se preferiamo far spegnere il riscaldamento... i 4 camosci economicamente ben preparati su spread, bond e tassi vari avallano la proposta dell'omino assoldato da Alan e decidono di far spegnere il riscaldamento... è l'inizio della fine... i due brennesi giocano dalla parte del bocchettone che immette l'aria nel pallone che nel giro di 3 secondi passa dai 40 ai -10 gradi... 
Il punteggio in quel momento era di 5 giochi a 3 per il doppio Nick-Duca... in 4 minuti si passa al 6a5 per Andrea-Alan che sfruttano il principio di assideramento degli "amici" rivali... Nick perde completamente la bussola iniziando a recitare dei versi in latino al contrario mentre il Duca in uno slancio di lucidità riesce a trascinarsi verso la borsa e a rimettersi la termica... operazione che gli consente di mantenere il servizio e di portare il set al tiebreak...
Il freddo però ormai è entrato nelle ossa dei prodi brennesi che cedono di schianto il tiebreak 7a1.
Mancano pochi minuti e si decide di giocarsi il tutto per tutto in un long tiebreak... la coppia brennese riprende le forze, fa vedere lampi di bel tennis ma si scioglie come neve al sole sul 9a7... 2 match point sciaguratamente buttati al vento e inesorabile arriva l'11 a 9 per gli avvocati che concludono con due punti magistrali.
Sono rimasto sinceramente colpito dal modo di giocare di Alan... era la prima volta che lo vedevo cimentarsi nel tennis e posso dire che sembra una specie di Conan il barbaro che al posto della spada brandisce una racchetta... una vera e propria "bestia" capace di steccare praticamente ogni volèè e di giocare colpi stilisticamente osceni... bruttissimo da vedere ma efficace... e poi chi vince ha sempre ragione... 

Orsa

Il percorso in GPS

Record di presenze questo weekend... ai soliti Alan e Duca si aggiungono i due camosci non obesi Yari e Andrea B. Stavolta abbiamo fatto il passo più lungo della gamba, la scalata dell'Orsa è troppo per i camosci obesi e la salita è una sofferenza totale... 720 metri di dislivello si fan sentire nelle gambe... ma piano piano si arriva in cima.
Tanta fatica per salire è ricompensata dal bellissimo panorama che caratterizza la cima viggiutese... ma non dalla discesa che si presenta troppo tecnica e difficile... solo Yari risulta all'altezza.
Pochi chilometri, tanta fatica... meta raggiunta ma ripasseremo più avanti per il divertimento.
Chiudo con un aneddoto di qualche anno fa che riguarda Nick (allora famoso come Rouge Mutand) e una scalata dell'Orsa, meta preferita dei giovani camosci. Dopo una pausa nei pressi del bivio tra sant'elia e Orsa il giovane brennese prese un pò di vantaggio per portarsi avanti, sicuro di essere ripreso di lì a poco... Invece quel giorno il prode giornalista era in un picco di forma straordinario e nessuno vide più la sua sagoma fino alla cima... Un'impresa memorabile!

domenica 13 novembre 2011

Doppio appuntamento questo weekend

Il giro di sabato
Il giro di domenica



Approfittando del bel tempo in questo weekend abbiamo voluto esagerare... quindi doppia uscita per i nostri camosci obesi.
Come potete vedere dai due file gps l'itinerario è stato grossomodo simile con delle piccole varianti iniziali e finali. Sabato l'uscita vede presenti Alan e il Duca, mentre domenica i presenti sono Andrea e il Duca. 
Il tratto iniziale è caratterizzato dalle tante foglie sui sentieri, quindi bisogna fare particolare attenzione perché sotto il fogliame spesso si nascondono delle spiacevoli sorprese.
Alan, come sempre, fa da guida e sceglie un tracciato piuttosto filante e non molto duro quindi la velocità è piuttosto sostenuta. Da metà giro in poi le foglie lasciano spazio al fango... centinaia di pozze fanno da contorno ai vari sentieri e in alcune occasioni non si può far altro che passarci in mezzo sperando di non rimanere impaltanati dentro  finendo  nelle sabbie mobili. 
Prima di tornare a casa decidiamo però di fare una piccola deviazione per andare a studiare un pezzo di un sentiero che abbiamo intenzione di fare in un futuro giro, quindi una volta in bevera al posto di tirar dritto verso casa puntiamo diretti verso besano e verso la Bernasca. In un itinerario proposto su un sito si parla di un sentiero che dalla Bernasca va verso il sant'elia... quindi di buona lena saliamo verso la Bernasca... la salita non è nemmeno impossibile ma un pò di stanchezza aleggia nelle gambe dei nostri due eroi quindi saggiamente decidiamo di tornare indietro... Ci siamo comunque fatti un'idea di quel che ci attende. Per tornare prendo l'iniziativa e suggerisco un sentierino... purtroppo però ci troviamo davanti ad una scena piuttosto strana... il ponticello è crollato e siamo in prossimità di un fiume della portata simile al Rio delle Amazzoni... Alan con una sorprendente agilità lo guada con 3 passi... io agile come una scogliera puccio completamente un piede nella gelida acqua ma arrivo a riva senza troppi problemi. Da lì a casa sono poche pedalate...
La domenica invece comincia male... Alan fa sapere via sms di essere impossibilitato a partecipare... per forza dico io, la sera precedente ha mangiato come un bue... Andrea si presenta con la solita e cronica mezzora di ritardo... Si parte, finalmente... primo pezzo che ricalca il giro d'esordio... poi trasferimento su asfalto e si riprende gran parte del giro del sabato. Nel fango Andrea trova il suo habitat naturale e si impiastra come un bambino cercando di prendere TUTTE le pozze che incontriamo... e parliamo facilmente di qualche centinaia... Non ci si ferma mai... a parte pochi secondi per provare a bere un goccio d'acqua da quella che una volta era una candida borraccia bianca e che in quel momento somigliava ad un tubo di fango...
Tutto molto bello... speriamo solo di riuscire qualche volta ad uscire almeno in 4 o 5... 

domenica 30 ottobre 2011

Terzo giro


Questa volta abbiamo fatto le cose seriamente... un vero biker ci ha fatto da apripista insegnandoci un gran bell'itinerario. Partenza a casa di Alan, si va verso Induno pronti a scalare il Montallegro, primo ostacolo della divertente giornata. La salita si fa subito vera ma la presenza di un camoscio non obeso ci da forza e ci rincuora quindi copriamo di buon passo i 2,5 km di salita e i 200 metri di dislivello senza troppe difficoltà. Si scende verso la Valganna e poi si costeggia la statale in un bellissimo sentiero pianeggiante (in cui si raggiungono anche velocità sostenute) che ci lascia a bocca aperta... un paradiso per le mountain bike. Durante la discesa assistiamo al primo fatto clamoroso della giornata... sapevamo che Alan è un novello san Francesco, capace di parlare con qualsiasi specie animale ma che sapesse comunicare anche con le piante ci era sconosciuto. Ebbene ad un tratto della discesa inizia ad intonare una canzoncina tipo "un funghetto trallalà, due funghetti trallallà... fammi trovare un bel porcinello... o qualche bel chiodinello..." pochi metri più avanti quello che vediamo davanti a noi ha del sovrannaturale...

Da buon fungiatt si ferma a raccoglierli, li rimette nello zaino e da il via libera alla prosecuzione della pedalata. Si giunge quindi ad un bivio, la scelta è tra tornare a casa per la stessa via o affrontare una dietro l'altro Bedero, Brizio e Mottarossa... ovviamente Alan ed io da veri atleti optiamo per la seconda via e si riparte...
Ben presto la strada ricomincia a salire, si tratta però di un lungo tratto di salita pedalabile mista a falsopiano e qualche breve discesa che consente di tirare il fiato.
Arrivati in cima, non senza qualche difficoltà ci prepariamo per la divertente discesa che ci vedrà arrivare  in zona mulini grassi, passando per la parte inferiore della martica e per la rasa... la discesa è bella e decisamente tecnica in alcuni punti... 


Da notare che nel tragitto verso casa il falco del dovese ha trovato altri funghi... ed ha addirittura sacrificato la sua scorta idrica pur di far posto nello zainetto... per chi non lo sapesse Alan beve in una giornata più o meno l'acqua che una famiglia di cinque persone beve in una settimana.

Prossimo gio martedì... 

giovedì 27 ottobre 2011

Secondo giro

Dettagli del percorso

Ai nastri di partenza del secondo giro troviamo solo Alan e il Duca. Il nostro carissimo avvocato però riesce a prendere appuntamenti di lavoro alle 9 del sabato mattina con la partenza prevista alle 9.30... inevitabile il ritardo anche stavolta. Fa meno freddo rispetto al sabato precedente ma i nostri due eroi sono "alabadarti" impeccabilmente... (so che si dice bardati ma al falco del dovese Alabardati piace di più!)
L'idea è quella di ritentare il giro non portato a termine il sabato precedente almeno fino a cantello perché poi il ritorno nonostante una cartina dettagliata non riusciamo proprio a capirlo.
Ci avventuriamo quindi sul temutissimo muro di Huy che però questa volta viene domato senza troppi problemi, si arriva in cima e si rilancia addirittura l'andatura... qualche chilometro di mangia e bevi e poi affrontiamo la temuta salita sterrata verso cantello... un chilometro e mezzo di ascesa, con pendenze dolci e diversi pianetti che consentono di tirare il fiato... arriviamo in cima stanchi ma vivi... Alan prende quindi decisamente in mano le redini e memore di quanto fatto nella gara del piede d'oro nella terra degli asparagi conduce l'allegra comitiva tra le strade bianche di cantello.
Purtroppo siamo costretti a fare un tratto in asfalto, con una ripida discesa prima di riprendere lo sterrato imboccando la via di casa... il falco del dovese mi rassicura dicendo che non ci sarà più salita ma la verità è ben diversa... da lì a casa mancano 7 km 4 dei quali in salita... 
Affrontiamo alla grande il Mortirolo di velmaio ma lo zoncolan ci uccide... vola anche qualche imprecazione di troppo mentre si sale l'ascesa artificiale che costeggia il prato che fa da teatro alle evoluzioni dei modellini di elicotteri... La salita è finalmente finita e si tira dritti verso casa in perfetto orario.
Alcune considerazioni sparse, ho fatto molta meno fatica rispetto a 7 giorni prima, Alan invece era piuttosto cotto e ha sofferto alcuni tratti... ma soprattutto l'Avvocato è riuscito in 130 minuti di uscita a parlare di lavoro con: una coppia vicino ad una cascina, un cerbiatto in mezzo al bosco,  un cane in mezzo ad un prato e con un suo ex compagno (in compagnia del padre) in zona laghetto delle Betulle. Incredibile amisci... davvero :)


domenica 16 ottobre 2011

Primo allenamento in solitario per Il Duca

Percorso

Approfitto della bella giornata e di un paio d'ore libere per mettere qualche chilometro nelle gambe, giusto per farsi trovare più pronti al prossimo giro. Ho qualche dolorino al soprasella, qualche dolorino causato dalla caduta di ieri per questo decido di stare vicino a casa e di fare più volte lo stesso giro con qualche variante qui e là. 
Il primo giro è quello classico, ma la partenza è drammatica... i dolorini sembrano uno scoglio insormontabile e dopo i primi 200 metri di discesa mi sento come avessi scalato 2 volte di fila lo Stelvio. Mi conosco e so che se riesco a soffrire all'inizio poi vado in crescendo e così succede, finisco il primo giro e sto bene, quindi decido di provante una variante nel secondo giro... provo ad andare in Bernasca... vediamo fin dove arrivo. Purtroppo però la salita è ripida e impegnativa e dopo poche centinaia di metri di salita sterrata decido di tornare indietro e di concludere il secondo giro normalmente. Mi sento però piuttosto bene quindi per il terzo giro mi metto in mente di provare a fare i curvoni per salire a Viggiù... arrivo bello lanciato ma il primo pezzettino ha pendenze pazzesche e mi rimbalza quasi subito (come si vede anche dal file del percorso). Concludo quindi mestamente il terzo giro sapendo che mi son lasciato per il quarto e ultimo giro la temuta salita della Taberna Oris... arrivo all'imbocco piuttosto cotto quindi provo a sperimentare il rapportino più agile che ho (in realtà non uso proprio l'ultimissimo) e salgo senza troppi patemi d'animo con un'andatura da dopolavoro ferroviario.
Quasi 30 km fatti sono un discreto allenamento, comincio a sentire un pò di feeling con il mezzo quindi non vedo l'ora del prossimo giro.

Primo giro bici per i camosci obesi

Gps del giro


Dopo tante chiacchiere, dopo tanti discorsi, dopo tante domande e tante risposte sui forum e nei vari negozi della zona e dopo il primo clamoroso bidone siamo finalmente riusciti a fare il primo giro in mtb. Per il momento tralascio il perché del nome camosci obesi ma prometto che prima o poi una spiegazione esauriente verrà data.
La nostra gita non nasce sotto i migliori auspici perché alle ore 8.50 chiamo il buon Riccio e mi rendo conto che sta ancora dormendo, adduce un paio di scuse puerili, mi mette al corrente che prima di venire da me deve passare in banca e quindi già capisco che come minimo avremo almeno mezzora di ritardo sull'orario di partenza prefissata. Avviso il falco del dovese del ritardo e lo invito a trovarsi un riempitivo per la mezzora seguente, così come faccio io. Alle ore 10.10, dopo esserci vestiti più pesanti di come avevamo programmato, con 40 minuti di ritardo siamo pronti per partire!

Si parte... fa un freddo importante ma la voglia di divertirsi è tanta quindi l'allegra combriccola si scalda chiacchierando mentre si trasferisce verso l'inizio del sentiero previsto per l'escursione. 
Appena giunti sullo sterrato la strada sale senza pietà con pendenze tipo il muro di Huy e vado immediatamente in crisi... Gli oltre 10 anni senza pedalare e il nuovo mezzo meccanico mi fanno sembrare la strada per raggiungere i 460 mt della nostra cima Coppi un baluardo invalicabile. Maledico il momento in cui ho deciso di alzarmi dal letto per andare in mountain bike ma non mollo e stringo i denti. Il fato però è malandrino con me è mi combina il primo scherzetto della giornata, mi cade la catena... sistemata in pochissimi secondi riparto ma dopo poche decine di metri mi accorgo di non riuscire a cambiare, non posso mettere la corona più piccola davanti e siccome ad attendermi  c'è un tratto in single track in salita piuttosto impegnativo ho bisogno del 24. Mi fermo sconsolato convinto di aver già spaccato qualcosa quando mi accorgo che una castagna (senza riccio) si è infilata nel deragliatore e non gli lascia fare il suo sporco lavoro. La castagna è incastrata per bene quindi con qualche difficoltà riesco a disincagliarla e raggiungo i miei amici in cima allo strappetto, racconto l'accaduto e si riparte senza ulteriori intoppi. Alan sa bene la strada e ci guida nei vari sentieri fino a raggiungere il circuito di 4,5 km per mtb del lago delle betulle che percorso quasi interamente dovrebbe portarci al bivio per Cantello che però decidiamo di non prendere una volta sul posto per due motivi: il primo è che a causa del ritardo iniziale non possiamo completare il giro programmato, il secondo è che il falco del dovese in discesa ha perso la cartina che aveva in tasca... decidiamo quindi di tornare al punto di partenza del circuito e rifarlo a buona andatura così da mettere qualche chilometro nelle gambe.
La mia crisi è passata, sono un motore diesel, ci metto un pò a partire ma poi riesco ad esprimere delle prestazioni decenti, supero con relativa facilità la salita più lunga della giornata e mi presento alla partenza del circuito con la voglia di fare il secondo giro piuttosto veloce... se non fosse che il fato ha voglia di divertirsi con me... appena partiti, nel tratto più facile sento dei rumori sulla mia destra e sapendo che Alan è solito incontrare cerbiatti e altri animali nei paraggi mi distraggo per un momento per vedere cosa mi si sta muovendo accanto e vedo questo:

la visione mi fa ridere e mi ribalto come un bambino che per la prima volta frena con il freno davanti... il classico piantapalo come direbbe papà Romolo. Una bella botta alla parte destra del corpo (spalla e ginocchio) bici intatta, mi rialzo con un'insospettabile agilità e mi ritrovo completamente impanato dalla terra presente al suolo... Per fortuna non sono caduto nel tratto difficile pieno di sassi...
Mi rimetto in sella e raggiungo i miei amici in fondo al discesone nei prati, anche qui racconto la mia ennesima disavventura e si riparte.
Scegliamo per rientrare a casa di fare una piccola deviazione per goderci un bel tratto in single track con tanto di guado, partiamo belli convinti ma ben presto dobbiamo inchiodare perché ci troviamo di fronte questa scena:

un enorme albero ci sbarra la strada e ci costringe a scendere di sella e fare i contorsionisti per riuscire a passare oltre, nell'atto dell'atterrare dal salto necessario per superare l'ostacolo i quadricipiti di Andrea chiedono di essere più tutelati e minacciano di avvalersi dei servizi professionali dell'Abocado Breda nel caso così non fosse.
Il single track è piacevole e divertente, e anche un pò fangoso... purtroppo però come tutte le cose belle dura poco e ci ritroviamo su una strada bianca che ci riporterà a casa, qui c'è un tratto in falsopiano che somiglia tanto ad una pietraia... altro momento di crisi ma per fortuna i sassi finiscono presto. Il rientro è tranquillo e così termina la prima escursione in mtb dei camosci obesi.